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PROSECCO CYCLING CONSEGNA LA BICI ALL'ALPINO CESARE EINAUDI DERUBATO DURANTE L'ADUNATA DEL PIAVE DELLO SCORSO MAGGIO

Valdobbiadene (Treviso)

Cesare Einaudi, l'alpino piemontese derubato della propria bicicletta in occasione dell'Adunata del Piave dello scorso maggio, ha una nuova bicicletta con la quale il prossimo 10 settembre prossimo, parteciperà alla Prosecco Cycling.

  In sella ad una bicicletta da corsa, la Fiorelli Coppi degli anni '80, a cui era particolarmente affezionato, Einaudi pedalò per 550 chilometri: da Cartignano (Cuneo), suo paese d'origine, sino a Treviso.

  Nella Marca, però, in quei giorni di festa dedicati alle penne nere, qualcuno gli rubò la bici e, nonostante i suoi i ripetuti appelli, la preziosa “due ruote” non è stata più ritrovata.

  La storia di Cesare, però, ha particolarmente colpito Massimo Stefani, organizzatore della Prosecco Cycling, che ha deciso di regalare una nuova bici all'alpino derubato. La consegna è avvenuta a Cusano Milanino, presso la sede della De Rosa, la storica azienda italiana di bici da corsa, partner della Prosecco Cycling.

  "Grazie all'impegno e alla disponibilità della famiglia De Rosa - ha spiegato Stefani - siamo riusciti a recuperare e a donare a Cesare un gioiello che ha fatto la storia del marchio milanese: una bicicletta De Rosa degli anni Ottanta, telaio Columbus Slx e cambio Campagnolo, perfettamente restaurata. Una bici rara, realizzata da un'azienda italiana che ha fatto la storia del ciclismo".

  La splendida bicicletta è stata consegnata a Cesare Einaudi da Ugo De Rosa, fondatore dello storico marchio che, nato nel 1953, ha ancora sede a Cusano Milanino, nell'hinterland milanese.

  De Rosa è divenuta celebre negli anni '60 e '70 per la produzione di biciclette da corsa per le squadre professionistiche più in voga del tempo. Nel corso degli anni, infatti, De Rosa ha equipaggiato e sponsorizzato team come la Max Meyer di Gastone Nencini, la Sanson di Gianni Motta, la Faema e la Molteni di Eddy Merckx (collaborazione che durerà per tutta la carriera del fuoriclasse belga), la Filotex di Francesco Moser (che con De Rosa vinse tre Parigi-Roubaix), la Sammontana di Moreno Argentin e Gianbattista Baronchelli.  

  "Partecipiamo a questa iniziativa con orgoglio - ha osservato Cristiano De Rosa, figlio di Ugo, amministratore delegato di un'azienda che oggi rappresenta uno dei marchi più conosciuti al mondo (l'80% della sua produzione è indirizzata al mercato estero) - . Prosecco Cycling, di cui siamo partner da anni, si conferma evento unico e innovativo. Proprio come De Rosa, un'azienda protesa al futuro, che realizza bici all'avanguardia per tecnologia e stile, ma non dimentica le proprie radici. Oggi De Rosa è presente in 30 Paesi del mondo, replichiamo la bici donata a Cesare con il modello Nuovo Classico che riscuote grande successo in Nord Europa e in Giappone". 

  In occasione della Prosecco Cycling, Cesare Einaudi partirà da Cuneo e arriverà a Valdobbiadene (Treviso) con la sua nuova bicicletta De Rosa, ripercorrendo un tragitto analogo a quello compiuto a maggio per l'adunata degli Alpini. A Valdobbiadene, il 10 settembre, sulla linea di partenza della Prosecco Cycling, Einaudi troverà anche uno speciale caschetto con una penna d'alpino, prodotto per l'occasione da Kask.

  La bicicletta anni '80, realizzata con le proprie mani da Ugo De Rosa, sarà inoltre perfettamente allineata ad una delle grandi novità che caratterizzeranno l'edizione 2017 dell'evento di Valdobbiadene: la Prosecco Classic De Marchi, rassegna per bici d'epoca che quest'anno, per la prima volta, accompagnerà la tradizionale passerella degli appassionati nel cuore delle colline del Prosecco.

  "Ringrazio gli amici della Prosecco Cycling, la famiglia De Rosa e il calore dei trevigiani che per il ciclismo hanno una passione viscerale - ha rilevato Cesare Einaudi - . Sono pronto a pedalare dal Piemonte al Veneto. La Prosecco Cycling sarà una grande festa, come lo è stata l'Adunata degli Alpini, ma per me, alla fine, avrà un sapore completamente diverso".   

F.C. 

Nella foto, da sinistra, Cesare Einaudi e Ugo De Rosa.

 

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